Taylor Swift, icona femminista e perchè “Nothing new” ha fatto piangere milioni di persone

Chi è l’autrice di canzoni strappalacrime in cui si insultano i propri ex? Ma ovviamente Taylor Swift, regina del pop che ha regnato incontrastata nelle radio di tutto il mondo in questi ultimi dieci anni. Nulla di più di una donna instabile, che cerca ogni pretesto per travolgere nella sua tempesta emotiva i rispettabili uomini che attacca nei suoi testi (se non avete mai visto Taylor Swift Monologue Song – SNL forse questo è il momento giusto: è importante arricchire il proprio bagaglio culturale). 

O forse no? 

Del resto, ci deve essere un motivo se ha milioni di fan affezionate. Forse che questa etichetta della donna pazza, folle, emotiva, le sia stata attribuita ingiustamente? Se la sua musica non piace agli uomini ma incontra così tanto successo tra il pubblico femminile il motivo è uno: è una donna che scrive di cose da donna, in maniera comprensibile alle masse, certo, ma nemmeno così banale. Tocca problematiche che per la metà femminile della popolazione sono trite e ritrite, ma che difficilmente emergono nella vita di tutti i giorni di un uomo. 

Lord, what will become of me

Once I’ve lost my novelty?

Signore, cosa ne sarà di me 

una volta che avrò perso la mia singolarità? 

Scrive nel suo singolo “Nothing New”, in collaborazione con Phoebe Bridger. 

Taylor Swift è la voce di tutte le donne e del costante senso di inadeguatezza in un mondo che le apprezza solo come oggetto dell’interesse maschile. Interesse che insiste solo su una figura idealizzata: giovane, bella, ingenua ma al tempo stesso non sciocca, mai troppo o troppo poco sensibile, che apprezza passioni tipicamente maschili senza però essere mascolina. In questo singolo ci viene raccontata un po’ quella paura di invecchiare, perdere il fiore della propria gioventù e sentirsi non più voluta. 

How long will it be cute

All this crying in my room

Whеn you can’t blame it on my youth

And roll your eyes with affеction?

Per quanto tempo sarà carino

tutto questo piangere nella mia stanza, 

quando non potrai più imputarlo alla mia giovinezza 

e alzare gli occhi al cielo affettuosamente?

Femmine = pazze. Matematico no? Come Didone che si adira con il pio Enea, o Medea che uccide i suoi figli, la maga Circe e poi tutte le perfide streghe bruciate dall’Inquisizione, o anche quelle vittime lobotomizzate da Freeman negli anni ’50; insomma, c’è una lunga schiera di esempi a rafforzare la tesi. 

Non è che dia fastidio quel pizzico di follia in sé; finché una donna è abbastanza giovane le si può perdonare un po’ di emotività. Superata una certa età, una sorta di data di scadenza, gli stessi comportamenti che venivano percepiti come tipici e perfettamente calzanti nello stereotipo, iniziano ad assumere connotati negativi: gli sbalzi d’umore, i pianti, tutte quelle esternazioni “eccessive” delle proprie emozioni e in generale questi comportamenti da femmina

Alcune donne non hanno mai questi atteggiamenti, né in gioventù né nell’età adulta; altre, semplicemente, essendo persone emotive e sensibili, si comportano come tali. Questa seconda categoria è libera di essere se stessa solo a due condizioni – essere carina e giovane – e quando una delle due non sussiste più, allora diventa ridicola, instabile, folle. 

Anche per gli uomini l’emotività è una caratteristica poco socialmente accettata, ma per questo servirebbe un discorso a parte (spoiler: il patriarcato colpisce ancora). Tornando però sul nodo centrale: Taylor Swift non è un’idiota. 

Ci sono persone che producono musica migliore? Testi migliori? In generale, arte migliore? Dipende dalla definizione di “migliore”, però in linea di massima sì, certamente ci sono stati, ci sono e ci saranno artisti migliori. Questo vuol dire che la sua musica fa schifo e non dice assolutamente nulla? Ovviamente no. Molte persone si rivedono nei suoi testi e li trovano di conforto, altri apprezzano le melodie orecchiabili. A tutti piacciono delle frivolezze, che dicono tanto di quello che siamo e della nostra prospettiva, più anche dei nostri interessi “seri e impegnati”. 

In realtà chiunque, ascoltando una canzone di Taylor, potrebbe arricchire la sua visione sul mondo e imparare qualcosa di nuovo sulle persone.

Silvia De Nardis

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